Coltiviamo luoghi…

3 coltiviamo 225Ogni luogo ci mette di fronte a un enigma. Come mai appare proprio così com’è? Com’è conformato? Qual è la sua storia? Chi se n’è occupato prima di noi? Che cosa ci piace, che cosa ci attrae di questo luogo e che cosa ci irrita, ci indispone? Siamo pronti a farlo nostro con tutte le sue caratteristiche? Siamo pronti a scoprirne il carattere più intimo e a fare emergere così la sua vocazione?

Un giardino nasce quando iniziamo a prestare attenzione alle particolarità di un luogo, alla sua unicità, e siamo disposti a metterci in gioco per instaurare un dialogo, interagire con lui. Un giardino diventa allora il frutto di un processo, di un continuo scambio, un dare e ricevere, un trovare il proprio modo di viverlo, evocandolo in continuazione, consapevoli della sua continua evoluzione. Ciò che continuamente crea il giardino è il senso di reciproca appartenenza fra chi lo vive e se prende cura e il luogo stesso. C’è, in un giardino riuscito, un’aria di spontaneità come se tutto ciò che vi accade gli sia proprio e gli appartenga.

Proprio qui e proprio ora.