L’orto che cura

Orto Cascine 1L’ultima volta che sono stato qui era autunno, una stagione che sempre più persone cominciano ad apprezzare in giardino. I fasti della lunga estate sono ormai lontani, e pure aleggia ancora nell’aria il ricordo di quei giorni profumati e piante generose offrono ancora qualche fiore. Ora, la cura che abbiamo messo nella progettazione del giardino si nota nell’esuberanza delle forme vegetali che persistono al di là delle fioriture. Con un po’ d’attenzione puoi notare come, dalle erbe, pendano frutti a mazzetti. Ci sono semi che puoi raccogliere da capsule, come quelle del coriandolo, e acheni affusolati e sottili, disposti in forma di stelle o magiche sfere, come quelli del Cosmos sulphureus che pure vogliono esser raccolti al posto del fiore. Ecco, nella foschia di un pomeriggio d’ottobre – siamo sui terreni di un’azienda argicola biodinamica a Bereguardo di Pavia, in prossimità delle acque del fiume Ticino – è possibile ancora cogliere tutta questa varietà di impressioni da un giardino nato soltanto pochi mesi prima.

E, allora, facciamo un passo indietro, diamo uno sguardo a come si presentavano questa primavera, i terreni della stessa azienda nelle strette vicinanze di quello in cui stava nascere il nostro giardino. Di là dalla strada ampi appezzamenti destinati a risaie: un sottile velo d’acqua che scorre perpetuo fra le piantine di riso appena nate.Campo 2

Da un altro lato, poco distante, le ampie distese di ortaggi e verdure che andranno a rimperire il furgoncino bianco di Surash che le trasporta a Milano. Abbiamo dunque ampi appezzamenti e piantagioni strettamente ordinate in lunghe file rettilinee e parallele fra loro: lo sguardo si perde in lontananza e a voler percorrere questi campi, per tutta la loro lunghezza, ne passa di fango sotto alle suole degli stivali.Campo 3

Così, quando in procinto di progettare, in questo contesto, un orto-giardino che potesse essere motivo di interesse per scolaresche e gruppi di adulti in visita all’azienda e fosse destinato alla coltivazione esemplare di erbe aromatiche e piante officinali, piccoli frutti, fiori commestibili, piante tessili e diverse specie di piante tintoree, mi è stato subito chiaro che il disegno e la forma di questo giardino avrebbero dovuto rappresentare, già di per sé, un’occasione di sorpresa e contrasto con le altre sistemazioni colturali presenti in azienda. Infatti è sempre opportuno considerare come si inserisce l’intervento che intendiamo realizzarenel contesto più ampio nel quale stiamo operando. Vogliamo “giocare” di armonie o di contrasti? vogliamo accompagnare o soprendere il visitatore? Quanto più siamo consapevoli del nostro intento e in possesso degli strumenti adeguati per raggiungerlo, tanto più mirato sarà il nostro intervento.

Campo 4

Osservandola dall’alto, l’area proposta per la realizzazione del giardino ha la forma di un pentagono irregolare, è attraversata al centro da un ampio fossato e lungo un lato da un canale per l’irrigazione, ci sono un filare di alberi da frutto, pergole di kiwi, un grande nocciolo, un salice, un melo e un susino. Ai lati l’area è delimitata dalla strada principale di accesso all’azienda e da altre strade di passaggio. Il progetto ha previsto la realizzazione di due nuove aree di coltivazione. La prima è destinata ad accogliere erbe aromatiche e piante officinali ed è costituita da un complesso sistema di aiuole curvilinee ancorate, nel loro dispiegarsi in forma di un otto, a due alberelli – un melo e un susino – già presenti nel campo e che si è scelto di preservare. La seconda è stata realizzata per ospitare una “collezione” di diversi cereali: dal riso al mais, passando attraverso miglio, avena, orzo e segale, con il frumento al centro. In questo caso le aiuole sono di forma quadrangolare e si specchiano variamente una nell’altra. Durante la realizzazione abbiamo apportato qualche modifica al disegno e la disposizione finale delle aiuole richiama ora il modo in cui si inseriscono i chicchi in una spiga di grano.

Campo 5

Alcuni momenti della preparazione delle aiuole per le semine e la messa a dimora delle piantine e… l’autunno ci ha regalato quel che la primavera ci aveva promesso!
Cascine 8