Sheila

Sergio ha incontrato me ed il mio piccolo giardino quando entrambi avevamo bisogno che la terra venisse smossa, che le radici del bambù infestante fossero rimosse fino in profondità, ma soprattutto che acqua abbondante e fresca tornasse ad irrorare nuova vegetazione. Ci ha presi per mano e con estrema delicatezza, profonda sensibilità e ascolto autentico ci ha guidati nel riprendere contatto tra noi e riconoscerci per ciò che realmente eravamo, ma anche aspiravamo nell’intimo ad essere, fuori da estetiche codificate, tendenze o improponibili proiezioni. Con grande pazienza e dedizione non soltanto ha raccolto attraverso il dialogo e l’osservazione gli elementi cruciali allo sviluppo della progettazione, ma ha anche praticamente condotto le prime e fondamentali fasi della realizzazione, permettendomi di comprendere come procedere attraverso l’esperienza diretta ed aiutandomi così ad acquisire, un passo dopo l’altro, sempre maggiore fiducia nelle mie capacità di cura dello spazio.

Con indicazioni semplici e puntuali, ma più di tutto con la sua propria persona e quell’approccio che segna indelebilmente il suo modo di essere giardiniere, Sergio mi ha mostrato come ritrovare nel mio proprio giardino i valori che più mi sono cari e connaturati, il gesto umile e pacato riflesso dalle graminacee, la generosità silenziosa delle specie tintorie, la profonda vitalità delle piante gioviane, il desiderio di una leggerezza bambina raccontato dalle varietà dedicate all’aria e al cielo…

Oggi, dopo quattro primavere dall’avvio del progetto creato per me da Sergio, l’impianto è finalmente completo nel suo assetto e aspetto d’insieme. Al mattino al risveglio, bagnare il giardino è il primo gesto che apre la giornata. E puntualmente scopro il cuore pieno di gioia intensa e sincera per questo giardino che è bellissimo, perché é vero, autentico, sincero, onesto, totalmente in relazione con me!